Ciò che c'è (in continuo aggiornamento)
Ecco la lista dei materiali che abbiamo, la aggiorneremo giorno per giorno, se avete idee e se porterete qualcosa inviate una mailz a commercio@anche.no e aggiorneremo la lista.
Non abbiamo inserito i beveraggi perchè a quello ci penseremo noi, ed il benefit uscirà dal bar. Si, ci sarà la birra alla spina ghiacciata, cocktail, pestati e quanto altro!
CUCINALa cucina sarà un momento pratico e collettivo, sarà a offerta e
proprio per questo recuperemo buona parte delle vivande in giro per la
città. Benvenute saranno le specialità tipiche nel caso veniate da
fuori piemonte!!! ;-) Ricordatevi che per lo più cucineremo
vegetariano/vegano.
Fornelli/cucina (3 fuochi industriale)
Pentolame (pentoloni, padellone, scolapasta, insalatiere etc etc)
Piatti e vettovaglie
Mestoli, schiumarole, forchettone etc
Taglieri
Lavandino/i
Bombole del gas
Forno (si ce ne sarà già uno pronto mentre si costruisce insieme quello nuovo)
1 Frigorifero
1 Ghiacciaia
CIBO
10 kg di Riso
24 kg di pasta
Verdure - Frutta (offerte dai mercati rionali della taurinorum)
Parmigiano / Formaggi
Olio (8 l, ma se ne portate di buono e autoprodotto ci fate solo contenti!)
Olio per friggere (5 litri)
Marmellate autoprodotte (gusto ciliegia, melone)
Farina (per preparare focacce, pasta e pane) 40 kg
Caffè
The
Zucchero, Sale, Pepe, e spezie varie (se ne avete alcune semisconosciute portatele che le sperimenteremo assieme)
ZONA SPETTACOLI / CONCERTI
Impianto audio
5 quarzine
1 strobo
Gelatine
Mixer 12 canali + ciabatta 12 canali + riduttori jack/cannon (nel caso servano)
Palco
1 Batteria (i piatti portateveli! ma immaginiamo che già lo sappiate)
1 cassa + testata chitarra
2 mic + cavo
1 mixerino dj
2 cdj + 2 piatti vinile
DISTRO
Tavoli
Sedie
MOMENTI PRATICI
SALDATURA
Saldatrice a filo continuo
Flessibili
Trapani
Smerigliatrici
Ferro di recupero e non
FORNO
Terra
Argilla
Segatura
Paglia
Legno
Mattoni refrattari
GIOSTRA PER SERIGRAFIA
Telai (per le prove una volta terminata)
VARIE & EVENTUALI
Taniche per l'acqua (se ne portate altre ci fate un piacere!!)
Scope, Palette
Sacchi neri
Fil di ferro
Scotch
Cavi, quadri, ciabatte e luci per l'impianto elettrico essenziale
Olio per lampade, lampade
5 l di disinfettante
5 l di detersivo pavimenti
Spugne, spugnette, panni daini
Carta culo
Carta Mani
PRESIDIO
Generatore
Mixer
Pc + telefono umts
Microfoni
Cdj e piatti
Riflessioni sulla 4 giorni da Ca Favale
Abbiamo ricevuto notizie dell'iniziativa in preparazione a Torino, e ci
stiamo chiedendo da qualche giorno come, quando e perchè partecipare.
Penso siano domande cui è interessante rispondere, per comprendere lo
slancio con cui ti proietti in un'iniziativa. Pensavamo di cominciare a
correre per tempo, dal momento che -dice il saggio- non ha senso
cominciare improvvisamente a correre a bomba.
La corsa, che è diversa dalla passeggiata, attiva e mette in moto
endorfine e risveglia cellule cerebrali altrimenti sopite. In molte
occasioni ci siamo trovati a sbadigliare dalla noia, e non c'e' nemico
interno peggiore di quello – la noia, manifestazione del nostro sentirci
impotenti, non in grado di tirare fuori una parte di noi – la reazione
che desideriamo corrisponde alla sostituzione della noia di un passo
mediocre con l'eccitazione di una corsa a pieni giri
Leggendo la presentazione dell'iniziativa mi è venuto un po' un
coccolone alla proposizione di “workshop, seminari, stage, o come cazzo
li si vuole chiamare”, genericamente varie attività pomeridiane:
a me personalmente non frega un cazzo delle “varie attività pomeridiane”
indipendentemente da come le si chiama.
non vengo a torino per farmi di workshop/seminari/stage di qualche
tipo... ma per provare a intrecciare legami che ci portino ad
organizzarci insieme, ad esempio... un'officina per andarci a riparare
una macchina,
una distilleria per fare grappe,
una cantina per il vino,
un qualche luogo/nonluogo/laboratorio X che continua nel tempo e non sia
legato a una logica esclusivamente temporanea...
penso che dobbiamo dotarci si delle conoscenze, ma che queste viaggiano
solo insieme alle pratiche;
dotarci della capacità / volontà / possibilità di realizzare quelle che
altrimenti rimangono solo idee, e mai riescono ad assumere concretezza.
Per dotarci di queste pratiche sono necessari incontri / scontri /
riflessioni in cui siamo disposti a mettere tutto quel che ci riguarda
sul tavolo, in discussione – credo sia l'unica faccenda sugosa.
Mettere tutto in discussione significa anche mettersi in testa di
affrontare questo tutto non in maniera separata... portare avanti
insieme un'idea, (forse ne basta una sola?), a cui tendiamo insieme
conun ventaglio di pratiche; ad esempio autogestione e autoproduzione mi
paiono solo riferimenti un po' astratti e sfuggenti... forse, dovendo
usare dei termini, mi piacerebbe riuscire a pensare e praticare varie
forme di (auto)organizzazione. Spero che durante i quattro giorni le
idee sui vari percorsi diventino più chiare -
Quelli che vedo come laboratori, persistenti o temporanei, sono i luoghi
o i non luoghi che riusciamo a creare - sono la socializzazione di
esperienze, nella teoria, nella pratica.
Quando c'è qualcosa da comunicare, farlo - allestire un banchetto,
prepararsi in qualsiasi modo si ritiene opportuno per contribuire in
modo utile a un'iniziativa.
Riuscire a sganciarsi da una prospettiva immediata, riuscire nei 3
giorni a scambiarci idee, emozioni, rabbie che durino per almeno 3 mesi
–a parte la teoria del 3 (?!?)- secondo me ha senso per non trovarsi
nella triste condizione di vedere in ogni iniziativa un inizio e una
fine ben definiti.
Per costruire un qualcosa che perdura nel tempo, a cui sia possibile
agganciarsi in qualsiasimomento, servono relazioni, e per costruire
relazioni occorre tempo – La disponibilità di questo tempo gioca un
ruolo principale. Il voler spendere il proprio tempo insieme segna una
differenza. Con chi siamo disposti a spendere il nostro tempo?
Se serve a qualcosa vedersi, serve ad esempio a ipotizzare e poi
sperimentare (il che vuole dire attuare) pratiche di sottrazione dai
meccanismi più radicati del sistema – il fatto che ognuno “se la sfanghi
da solo” non sposterà mai neanche di un millimetro il problema ed è la
fregatura più colossale pensare di affrontare individualmente problemi
che sono comuni.
Mi ero un attimo perso, rileggendo cerco di riprendere il filo – in
questi quattro giorni a torino secondo me una pratica che mi piacerebbe
condividere con tutti è quella di attrezzare il posto per tutte le
esigenze che si manifesteranno a partire dal magnare e dal bere. Non ci
piace ad esempio l'idea che ci sia un gruppo che si occupi della cucina
perchè non ci piace l'idea che qualcuno pensi a come 100 persone possano
riempirsi la pancia in modo gradevole... è o non è la cosa di base su
cui qualunque gruppo deve mettersi d'accordo perchè tutti a un certo
punto avranno fame e che può anche risultare piacevole come
socializzazione? Da questo punto di vista agli incontri del CIR, cui
abbiamo partecipato, la condivisione della cucina è stato l'aspetto di
autoorganizzazione affrontato nel modo più sensato e credibile che
abbiamo visto. In incontri di 70 persone non c'è mai stato da fare
spesa, non c'è mai stato nessun “gruppo cucina”, si è sempre magnato e
bevuto bene.
Organizzare un incontro sul tema autogestione / autoorganizzazione ha
come conseguenza pratica che ognuno si attivi a modo suo “portando ciò
che vorrebbe trovare” e per questo occorre già da ora organizzarsi un
minimo per evitare di trovarci sommersi da tonnellate di farina – se poi
manca il sale... sarebbe buono che, usando i potenti mezzi che la
tecnologia ci offre, ad esempio la posta elettronica, riuscissimo a
metterci d'accordo sulle cose da portare a torino – E questo riguarda
solo una parte pratica, che è comunque interessante ed utile da mettere
in gioco.
Per il resto anticipo che preferirei minor programmazione su quello che
accadrà nelle giornate e nelle serate – se c'è chi vuole suonare è molto
facile organizzarsi per farlo – è capitato in mille occasioni di
partecipare a serate con gruppi che arrivano, montano un impiantino,
suonano, poi smontano per lasciare il palco a un altro gruppo che monta
un nuovo impiantino, suona, poi smonta – generalmente alla fine dei 4000
concerti a tamburo battente l'ultimo gruppo si porta via i suoi
strumenti -batteria, chitarra, basso- e rimane un palco vuoto - poi
inizia Tormento-DJ “per tutta la notte”
... cazzo un pochino di spontaneità la vogliamo lasciar emergere?
Anche perchè se c'è una cosa di cui l'organizzazione diventa fastidiosa
è proprio l'aspetto ludico, la festa –
mi viene in mente una discussione alla fiera dell'autogestione a Libera
quest'aprile in cui si parlava dell'autoproduzione musicale. Il gruppo
che mi è piaciuto di più era un gruppo napoletano che come distribuzione
non aveva nulla che c'entrasse con la musica, per scelta.
L'autoproduzione di CD e cassette e l'idea di diffondere musica
registrata cozza abbastanza malamente con l'idea di suonare insieme per
esprimere qualcosa –
rinunciamo alle carrellate di concerti con 3 o 4 gruppi che suonano la
stessa serata uno dopo l'altro.
Creiamo insieme le condizioni perchè ognuno si senta di suonare –
estirpiamo l' idea di un palco e della “scaletta” musicale, condividiamo
(con cura – se un rullante si rompe, non esiste che “sono cazzi miei” e
del mio rullante) strumenti e passioni insieme e qualche nota salta
fuori... magari un po' stonata, del resto così è nato il punk...
Queste sono prime idee che ci vengono in mente, aspettiamo qualche
intervento per approfondire o mettere altra carnazza al fuoco...
Dalla due giorni sulle autoproduzioni ad El Paso Occupato a Torino – e prima ancora dal libro dei Contrazione
Troppe volte la parola autoproduzioni, in particolare legata all'ambito musicale, risuona vuota, rimane definizione di un percorso utile a chi, in mancanza di soldi, vuole farsi conoscere, qualcuno, però non associa alla sua musica la fama o il denaro che potrà ricavarci; qualcuno per cui suonare, organizzare concerti o produrre un disco è, e deve rimanere, una pratica di lotta, una tra le tante a nostra disposizione, un mezzo per liberarsi e non la solita catena fatta di denaro e finti rapporti sociali, con l'autoproduzione musicale esprimiamo il rifiuto nei confronti delle alternative proposte dall'industria discografica, come nella musica anche in tutti gli altri aspetti del vivere appieno liberamente, ricerchiamo lo stesso percorso di negazione dell'esistente capitalista, del mercato infame che ne è l'essenza con le sue leggi che tutto determinano, che svuotano pensieri, parole, gesti, individui di ogni valore... tranne quello economico...
Dalla due giorni sull'autoproduzione e l'autogestione ad El Paso Occupato l'1 e 2 dicembre del 2006
Dalla due giorni sulle autoproduzioni a Casena al Confino Squat
Realtà di incontro/scambio di metodi/conoscenze per uno stile di vita ai margini delle logiche di mercato.
Autocostruzioni e creatività per provvedere con le proprie mani e senza delega alcuna al soddisfacimento dei bisogni primari personali. per due giorni, a partire dalle 14.00 esposizioni varie, banchetti, mostra scambi, baratto, interscambio di tecniche dell'autoproduzione nel senso più ampio del termine.
Per informazioni, abbracci e niente tastiere ;) passa dal Confino Squat
La presentazione del coordinamento sulle autoproduzioni e l'autogestione
L’autoproduzione e, per esteso, l’autogestione è una scelta di vita, è la decisione di lavorare per la creazione di qualcosa di realmente alternativo, davvero capace di aprire spazi di scambio e libertà.
Questo documento è un contributo, un primo passo nel tentativo di creare un coordinamento di soggetti affini che ne condividano la teoria, gli obiettivi e sopattutto la pratica.
Molti di noi suonano, hanno un guppo o una distribuzione. Cerchiamo di riportare la consapevolezza di cio’ che pensiamo e diciamo in ciò che facciamo. Non possiamo costringere nessuno ad aggiungere significati alla musica, soprattutto partendo dal presupposto che siamo nel 2007 e non nel 1982. Non è inoltre negativo che un gruppo si senta di partecipare ad un benefit senza essere esclusivamente parte di un collettivo militante. Questo non significa abbandonare l’importanza della musica come messaggio ancor prima di suono, ma non dimentichiamo qual è la realtà odierna.
Ad esempio il punkhardcore ormai corre su due binari paralleli, quello della musica fine a se stessa e scollegata da qualsiasi ambizione “rivoluzionaria” e quello che si rifa’ al detto dei Verbal Assault “HC not only music” e che quindi unisce la durezza della musica ad un messaggio chiaro, non ambiguo e diretto (spesso politico e di denuncia). Di fronte a questo panorama sta a noi, a chi suona, a chi ha una distro e coproduce gruppi, a chi organizza eventi, tenere bene a mente questa divisione e agire di conseguenza. Uno dei problemi principali è rappresentato dall’ormai abbandonato rapporto personale in favore di altre forme di comunicazione, certamente più capillari, ma gelide, anonime ed impersonali come può essere internet. Va ricordato che la peculiarità dei gruppi punk era, ed è, il palco; questo per una serie di motivi, primo fra tutti la necessità di essere “fisici” nel contatto con le persone con le quali si vuole comunicare.
Autogestione e occupazione hanno un fortissimo rapporto che però non è esclusivo. Non è giusto escludere a priori altri luoghi dove magari è possibile portare avanti esperienze di scambio e crescita individuale e iniziative di sostegno alle attuali lotte antiautoritarie e ai prigionieri. Noi, contrariamente a quello che pensano alcuni, non consideriamo esaurita l’ esperienza delle occupazioni. Riteniamo che autogestire spazi di libertà sia necessario oggi come vent’anni fa. Purtroppo negli ultimi 10 anni, un po’ per il naturale cambio generazionale, i contatti, gli scambi o in altre parole la rete delle relazioni si è allentata provocando l’isolamento di molte realtà soprattutto di quelle del sud, delle isole e delle realtà di provincia. Noi siamo interessati a mettere in rete quelle occupazioni, collettivi e realtà di ispirazione libertaria.
È vero che le vicissitudini giudiziarie portano spesso ad avere un bisogno urgente di denaro e serve un coordinamento che risponda velocemente alle necessità.. ma bisogna ribadire che il raccogliere soldi è importante ma non l’unico fine e che insieme all’informazione c’è quello non ultimo di farlo in maniera libera, divertente e gioiosa. E per far si che l’iniziativa riesca nel miglior modo possibile bisogna considerare che anche il posto e i gruppi musicali sono progetti altrettanto importanti da sostenere nel tempo.
Ogni mese circa ci sarà l’assemblea del coordinamento ogni volta in una città diversa a seconda di necessità e proposte.
Per informazioni sul coordinamento dell'autogestione e per l'autoproduzione.
Prossima data ufficiale 20/21 luglio a Pannone, per chi fosse interessato a qualche informazione in più, prima di arrivar dalle parti di Trento, potrà chiedere durante questa quattro giorni che si terrà a torino.
Un riassunto (non ufficiale!) di quel che si è detto a Faenza il 25 maggio.
materiali e documentazione
Presto metteremo online in questa sezione qualche pensiero sull'autogestione e l'autoproduzione.
In questa categoria troverai, inoltre, i materiali dei laboratori e delle attività. Ricorda che non sono stati fissati e sei ancora in tempo a spedire una mail a commercio@anche.no per proporre qualcosa!



